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Singolare. Lavoro paziente, acuto, antico e sorprendente.

Un’attesa che è costruzione, che è dinamismo tacito, silenzioso.

Lento.

È il ricamo, arte finissima e magistrale che si pratica con accuratezza indicibile, ad essere nel contemporaneo una tecnica inconsueta.

Ma per Ilaria Margutti è molto di più, è un processo: costruttivo, conoscitivo, educativo. Un palese laborioso percorso creativo che, gentile e raffinato, costruisce lentamente la figura.

Una cultura differente di sé che si mette alla prova nelle sue prodigiose manifestazioni mai complete se non nell’evoluzione finale.

Educativo al silenzioso trascorrere, alla conoscenza della propria intimità, vulnerabile e forte, decisamente caparbia, in equilibrio o in attesa di esserlo.

Un’opera nell’opera, l’arte nell’arte un confine che si pone come principio del lavoro artistico e del percorso umano, rappresentativo del tessersi. Una pittrice, Ilaria, che assapora la bellezza e conquista la consapevolezza di sapersi leggere, comporsi seguendo le proprie esigenze: nessun dettaglio è lasciato al caso, ogni desiderio si assembla svelandosi ora come vuoto, semplice percorso da compiere, e ora come significativamente ricolmo di una genuina riscoperta di emozioni e pure sensazioni.

La creazione di un capolavoro, una finestra alla quale affacciarsi per vedere il mondo in maniera differente, indagandosi con fierezza.

Francesca Mazzarelli