ContemporaneA

ContemporaneA – artiste si raccontano

A cura di Irene Finiguerra

2 dicembre 2018 – 20 gennaio 2019

Palazzo Ferrero e Palazzo La Marmora, Biella

Perchè una mostra al femminile? La mostra contemporaneA. Artiste si raccontano è una riflessione sull’arte femminile: l’attività di artiste che tra gli anni Novanta e oggi hanno svolto la loro ricerca secondo forme e tipologie talora molto lontane fra di loro, ma sempre fedeli ad una autentica indagine del sé o del rapporto con il mondo, con l’altro. Sono artiste che raccontano storie diverse, narrazioni che si intrecciano con la propria identità, al riconoscersi in un genere, nell’identificarsi in un corpo con violenza o tenerezza, nell’ironia verso gli stereotipi o nell’eccentricità di essere irriducibili solitarie. Oggi l’interesse per le donne artiste si è troppo a lungo concentrato su figure che hanno acquisito le stigmate del mito: pensiamo ad Artemisia Gentileschi, a Frida Kahlo, a Marina Abramovic. In mezzo a loro e fra di loro vi è una intera generazione di donne che riconosce il valore delle “storiche”, ma ha trovato nuovi percorsi, con rigore e tenacia, perché, come scrive Alice Neel: “All’arte non interessa se sei donna o un uomo. Una cosa che devi avere è il talento e devi lavorare come un matto”.

Quali le artiste?

Carla Accardi, Elizabeth Aro, Irma Blank, Dadamaino, Anna Di Prospero, Anna Ippolito, Maria Lai, Bice Lazzari, Silvia Levenson, Giulia Maglionico , Alessandra Maio, Ilaria Margutti, Jill Mathis, Golnaz Mohammad Moghanaki, Laurina Paperina, Marta Pujades, Carol Rama, Moira Ricci, Kiki Smith, Natalia Saurin.

Le artiste selezionate sono una ventina e comprendono artiste di ultima generazione ma già significative nel mondo dell’arte e un gruppo di artiste storiche che possiamo considerare le sorelle maggiori. In particolare le artiste di ultima generazione sono state selezionate non solo in base al gusto della curatrice, ma alla luce di un percorso creativo in linea con la narrazione della mostra. Troviamo artiste che lavorano solo con fotografia, altre che operano con più tecniche (fotografia e video), altre che utilizzano la scrittura come mezzo espressivo oppure prediligono l’aspetto installativo. La mostra è cresciuta e si è strutturata nel corso dei mesi proprio grazie all’incontro con le artiste e i galleristi e alla loro immediata adesione al progetto con un entusiasmo gratificante. Per il prestito delle opere delle storiche l’adesione di alcuni collezionisti, che hanno messo a disposizione le loro opere, è il segno di una compartecipazione generosa e gratuita. Perché la mostra al Piazzo? La mostra è curata da Irene Finiguerra, presidente di BI-BOx, associazione di promozione culturale che ha sede a Palazzo Ferrero. La scelta di collocare la mostra a Palazzo Ferrero è anche un modo per rafforzare il progetto del Polo culturale del Piazzo, che vede la triangolazione dei palazzi: Ferrero, Gromo Losa e La Marmora. Durante il periodo della mostra palazzo Gromo Losa ospita una sezione della mostra 100% Italia e questo offre lo spunto per una sinergia positiva fra le varie sedi e una opportunità anche per chi viene da fuori Biella di visitare i due palazzi e la mostra ospitata. In particolare a palazzo La Marmora, entro il salone Galliari al primo piano, insieme alle opere di Alessandra Maio, Irma Blank e Golnaz Mohammadi Moghanaki, saranno esposti per la prima volta una serie di materiali legati ad Ars Emilia, provenienti dall’archivio depositato dalla famiglia Cavazza di Bologna nel 2001, di cui Francesco Alberti La Marmora è l’erede: un esempio di arte del ricamo che va oltre l’uso domestico e artigianale.