Tele di Comunità
Ricamo collettivo
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Iniziate nel 2022, le Tele di Comunità nascono come estensione naturale della mia ricerca artistica dedicata al ricamo, trasformato in gesto collettivo. Ogni tela prende forma a partire dai bisogni, dalle domande e dalle storie della comunità che la genera, adattandosi al contesto umano e territoriale in cui si sviluppa.
Il gesto del ricamare, lento, ripetitivo e in ascolto, diventa un modo per tessere connessioni. Ogni punto, ogni filo, aggiunge una presenza, una voce, una traccia di appartenenza. Le Tele si configurano come mappe vive che raccolgono legami, attese, desideri.
Ogni Tela di Comunità è diversa. Il disegno, il ritmo, la densità del filo emergono spontaneamente dal processo condiviso. Non esistono modelli imposti, ma solo un obiettivo comune che orienta il gesto. È la comunità stessa, attraverso il ricamo, a dare forma al tessuto.
Ricamare insieme significa ascoltare con le mani e con il corpo lo stesso spazio. Non è necessario saper ricamare. Basta esserci, con il desiderio di partecipare, di intrecciare la propria presenza con quella degli altri. È un gesto che permette di percepire sé stessi e l’altro, anche quando non ci si conosce. Il proprio movimento influenza quello altrui. C’è chi tira da una parte e chi si adatta, e in questa piccola coreografia silenziosa si impara a rispettare un ritmo comune.
La tela diventa un tessuto di relazioni, dove ogni punto nasce accanto a quello di un’altra persona, oppure ne raccoglie il filo per continuarlo. Ogni segno porta con sé una storia, un pensiero, un frammento di tempo condiviso. Partecipare a una Tela di Comunità significa abitare uno spazio e un tempo insieme, scoprendo che anche il gesto più intimo può contenere la trama degli altri, trasformando la differenza in legame.
Attraverso il ricamo collettivo si rende visibile un sapere che non è individuale, ma intrecciato. Una conoscenza che nasce dall’ascolto reciproco, dalla presenza, dalla relazione con il territorio. Le Tele diventano così luoghi aperti di trasformazione, soglie in cui l’arte non rappresenta, ma accompagna il divenire di un’identità condivisa.
Nate dall’esperienza di Ilaria Margutti all’interno di CasermArcheologica, spazio culturale indipendente a Sansepolcro (AR), le Tele di Comunità si realizzano ovunque vi sia desiderio di costruire legami: scuole, musei, festival, centri culturali, quartieri, piazze. Ogni tela nasce da un invito, da un dialogo con le persone e i territori che la ospitano.
Prende forma da una storia locale, dalla riscoperta di un sapere dimenticato, o da una domanda che nasce da un bisogno collettivo di rigenerazione.
Alcune tele restano nei luoghi in cui sono nate, come testimonianza del percorso condiviso, altre continuano a viaggiare, portando con sé ogni traccia di chi le ha attraversate.
Progetti già realizzati con le tele di comunità
Punti dalla Valle, Casermarcheologica, Bookstorming, Sansepolcro (AR) 2026
Geografie dell’incontro, Festival dei Tacchi, Museo Camuc, Ulassai (NU) 2025
Geografie dell’incontro, Festival Anfiteatro Naturalis, Cihusi della Verna (AR) 2025
Life on mArt, Museo delle Scienze Naturali di Heraklion e CasermArcheoloica Sansepolcro (AR), 2024
Meno Alti dei pinguini, Arezzo, 2024
La città dei bambini e delle bambine, Sassello (SV), 2024
Segni/semi, Sassello (SV), 2023
Come un filo che pende dal pensiero, Savona, 2023
Dialoghi InNaturali, CasermArcheologica (AR), 2022
Dal filo al Cielo, Santa Maria degli Angeli, (PG) 2022
Le Tele di Comunità sono un progetto aperto e in continuo divenire. Puoi scrivermi a ilaria.margutti@gmail.com se pensi che sia possibile crearne una con la tua comunità di riferimento. Ogni tela nasce da un dialogo e viene costruita insieme, in base ai bisogni e alle specificità del luogo e della comunità che la accoglie. Sarò felice di accompagnare l’intero processo, dalla progettazione alla realizzazione condivisa.
Community Threads
Collective Embroidery
Started in 2022, Community Threads grew as a natural extension of my artistic research in embroidery, transformed into a shared, collective gesture. Each piece emerges from the needs, questions, and stories of the community that generates it, adapting to the human and territorial context where it takes shape.
The act of embroidery — slow, repetitive, attentive — becomes a way to weave connections. Every stitch, every thread adds a presence, a voice, a trace of belonging. These works take form as living maps, gathering relationships, expectations, and desires.
Each Community Thread is unique. The design, rhythm, and density of the stitches emerge from the shared process. There are no predefined patterns — only a shared intention that guides the gesture. It is the community itself that shapes the fabric through its hands.
To embroider together means to listen with the body and with the hands. No skill is required — only the desire to be present, to participate, to intertwine one’s presence with others. Each person’s movement influences another, and in this silent choreography, a shared rhythm is learned.
The fabric becomes a web of relationships, where every stitch stands beside or continues another’s. Each mark holds a story, a thought, a fragment of shared time. Participating in a Community Thread means inhabiting a shared space and time, discovering that even the most intimate gesture can carry the traces of others, turning difference into connection.
Through collective embroidery, a knowledge emerges that is not individual but woven together — born from mutual listening, presence, and relationship with the territory. These works are open spaces of transformation, where art does not represent but accompanies the becoming of a shared identity.
Rooted in my experience within CasermArcheologica, an independent cultural space in Sansepolcro (Italy), Community Threads can take place anywhere there is a desire to build connections: schools, museums, festivals, cultural centers, neighborhoods, and public squares. Each work begins with an invitation and a dialogue, growing from a local story, a rediscovered knowledge, or a collective need for regeneration.
Some pieces remain where they were created as a lasting testimony of the shared journey. Others continue to travel, carrying with them the traces of all those who took part.
Past Projects
• Geographies of Encounter, Festival dei Tacchi, CAMUC Museum, Ulassai (NU), 2025
• Geographies of Encounter, Anfiteatro Naturalis Festival, Chiusi della Verna (AR), 2025
• Life on mArt, Natural Science Museum of Heraklion and CasermArcheologica, Sansepolcro (AR), 2024
• Shorter Than Penguins, Arezzo, 2024
• The City of Children, Sassello (SV), 2024
• Signs/Seeds, Sassello (SV), 2023
• Like a Thread Hanging from Thought, Savona, 2023
• InNatural Dialogues, CasermArcheologica (AR), 2022
• From Thread to Sky, Santa Maria degli Angeli (PG), 2022
Community Threads is an open and evolving project.
If you’re interested in creating one in your town, city, or community, feel free to contact me at ilaria.margutti@gmail.com. Each piece is built through dialogue and shaped together, based on the needs and specificities of the people and places involved. I will be glad to support the entire process, from the first steps to the final shared creation.
